Le dimissioni (e la ricandidatura) del Presidente della Regione Calabria Roberto Occhiuto hanno poco a che fare con ragioni di carattere politico: esse vanno inquadrate in una macchiettistica strategia elettorale che mira a limitare i danni di una eventuale futura condanna per corruzione. Tuttavia, come abbiamo già affermato in passato, il carattere antipopolare e classista dell’amministrazione Occhiuto non necessita di essere dimostrato dalla magistratura.
L’amministrazione di centrodestra, in questi anni, poco ha fatto per contrastare i fattori alla radice del dramma della malasanità in Calabria: i tagli al Fondo sanitario nazionale, l’iniquità nella distribuzione di questo fondo e il sempre maggiore peso economico e politico della medicina privata. Addirittura , negli ultimi anni, alcune strutture convenzionate che hanno visto crescere in maniera esponenziale il proprio budget. Occhiuto, anche nel suo ruolo di commissario della sanità e, ora, anche di commissario delegato per l’attuazione degli interventi riguardanti il sistema ospedaliero della Regione, ha favorito questo intero processo.
Coerentemente con la sua appartenenza politica, il governatore dimissionario ha evitato qualsiasi intervento di tutela dei lavoratori calabresi, da sempre tra i più sfruttati del Paese soprattutto nel settore turistico stagionale, mentre spendeva soldi per sussidi ai padroni con strumenti di tutti i tipi, in ultimo il cosiddetto fondo Fri Calabria, che stanzia oltre 100 milioni di euro per le imprese sul territorio; promuoveva, inoltre, l’ennesima proroga tecnica delle concessioni balneari calabresi e, persino, quel colossale affare per i capitali dell’edilizia che è il Ponte sullo stretto, mentre le infrastrutture e i servizi veramente utili agli abitanti della regione vengono da decenni trascurate.
Per quanto riguarda il progetto dell’autonomia differenziata, da noi definito una proposta che punta a dividere il Paese per aumentare il potere dei padroni, Roberto Occhiuto ha votato a favore della misura in sede di Conferenza Stato-Regioni, organismo vincolante su questo tema, per poi iniziare a criticare il provvedimento al fine di giustificarsi con il suo elettorato.
L’alternativa a Occhiuto non può essere il Partito Democratico o il “campo largo” costituito dal PD e altre sigle utili solo ad attirare l’elettorato più di “sinistra”. Il primo passo per promuovere un modello differente di gestione del territorio è riconoscere che il PD è stato l’agente primario del taglio dei fondi alla sanità pubblica (con una sottrazione di quasi 40 miliardi dal SSN negli ultimi anni), del taglio ai fondi degli enti locali e dello smantellamento dei diritti dei lavoratori. Questo partito, esattamente con quelli del centrodestra, vanta legami di diverso tipo con i centri di potere economico e finanziario locale ed è espressione di essi. Il M5S, con la sua gestione della pandemia tutta a favore delle imprese, la truffa del Decreto Calabria (che nulla risolveva dei problemi sopra elencati) e la nomina del Generale Cotticelli a Commissario alla Sanità, non è stato meno dannoso nei confronti dei ceti popolari calabresi. Il carattere borghese e antipopolare di questi partiti è stato dimostrato dalle condizioni dei salariati – calabresi e non solo – che, dopo 3 anni di governo in cui queste forze avevano la maggioranza, hanno visto le loro retribuzioni reali crollare del 10%. Chiunque, da “sinistra”, decida di sostenere una coalizione con questi partiti a capo sarà responsabile dell’ennesima operazione volta a dare continuità alla tutela degli interessi della classe capitalista calabrese celata sotto la retorica della “battaglia contro la destra”.
Siamo convinti che in Calabria non ci sia bisogno di cambiare semplicemente il patrocinatore di questi interessi, ma che sia necessaria una rivoluzione. È necessario organizzare i lavoratori e gli strati popolari, catalizzare le forze veramente combattive, come comitati popolari e di disoccupati e studenti, per costruire un’organizzazione di classe che faccia gli interessi della maggioranza della popolazione, che lotti per una sanità completamente pubblica e opportunamente finanziata, per l’incremento dei salari e del potere dei lavoratori nei luoghi di lavoro, per l’utilizzo delle risorse al solo fine di finanziare servizi e infrastrutture utili allo sviluppo degli strati più oppressi e discriminati della comunità.
Crediamo che sia un obiettivo da perseguire nel lungo periodo e con un lavoro costante e coerente, non condizionato dalle scadenze elettorali.
La Calabria a chi davvero può creare ricchezza per tutti! Lavoratori, studenti, disoccupati, vinceremo organizzati!
Fronte Comunista Calabria
Fronte della Gioventù Comunista Calabria







