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Viva l’insurrezione dinamica, ampia ed eroica del popolo iraniano contro la dittatura di Ali Khamenei!

Comunicato del Partito Tudeh dell’Iran

di Fronte Comunista
12/01/2026
in Estero
Home Estero

Riportiamo di seguito il testo della dichiarazione del Partito Tudeh dell’Iran.

Ai settori popolari militanti e coscienti; agli operai e a tutte le lavoratrici e i lavoratori; alle donne eroiche; e alla gioventù e agli studenti coraggiosi dell’Iran!

L’insurrezione di protesta popolare, iniziata con manifestazioni e scioperi nel bazar di Teheran, negli ultimi tredici giorni si è rapidamente estesa a decine di città e centri in tutto il paese e rappresenta ormai una seria sfida alla dittatura al potere. Contrariamente alle affermazioni del dittatore al potere, questo movimento di protesta popolare non è una creazione dell’imperialismo statunitense né del regime genocida israeliano, ma è il risultato diretto delle disastrose politiche economiche del sistema dominante del grande capitale, nonché della corruzione diffusa, dell’insicurezza e dell’oppressione generalizzata imposte alla nazione dai vertici del regime e dai loro collaboratori. Nel corso della storia contemporanea dell’Iran, compreso il periodo di oltre mezzo secolo di dominio della monarchia dei Pahlavi (1925–1979), abbiamo assistito a innumerevoli altri esempi di simile oppressione, corruzione e saccheggio, così come al destino finale dei regimi che ne furono responsabili.

La lotta eroica di centinaia di migliaia di persone in decine di città del paese, nonostante i tentativi del regime di reprimerla con la violenza, è una prova evidente che la stragrande maggioranza del popolo iraniano non vuole la continuazione dell’attuale governo corrotto e antipopolare. Con l’attuazione di politiche neoliberiste e della cosiddetta “chirurgia economica”, vera e propria terapia d’urto neoliberale, il regime ha spinto decine di milioni di iraniani al di sotto della soglia di povertà e ha ridotto le condizioni di vita degli operai e degli altri settori popolari a un livello tale che salari e redditi non coprono più nemmeno i bisogni essenziali. Questo governo ha distrutto l’economia produttiva del paese e, attraverso una politica estera avventurista orientata all’esportazione della rivoluzione islamica”, ha esposto sempre più l’Iran al rischio di un intervento straniero e alle sue conseguenze catastrofiche.

Come gli estensori del recente comunicato dei «17 attivisti politici e civili», anche noi riteniamo che «l’unica via d’uscita [da questa situazione] passi dall’affermazione del protagonismo del popolo e del suo diritto a decidere del proprio futuro… Questo percorso non si schiera né con i despoti interni né passa attraverso la guerra e la dipendenza dalle potenze straniere». Solo attraverso la cooperazione e la solidarietà attive ed efficaci fra tutte le forze sociali patriottiche, amanti della libertà e progressiste potrà essere costruito questo futuro e realizzata questa aspirazione, condivisa dalla stragrande maggioranza del popolo iraniano.

La seria sfida che l’attuale insurrezione popolare si trova ad affrontare è, da un lato, l’assenza di una coerente  direzione nazionale progressistae, dall’altro, l’ampio dispiegamento di sforzi da parte dei media imperialisti, come la BBC, e di agenti reazionari dell’imperialismo attivi su piattaforme mediatiche, quali Iran International, Manoto e altre, volti a confezionare artificialmente una leadership e una narrazione falsa su questi avvenimenti. Negli ultimi giorni abbiamo assistito a tentativi diffusi, da parte di alcuni di questi mezzi di comunicazione, di conferire una legittimità fittizia ai monarchici attraverso la manipolazione di video delle proteste, compresa l’aggiunta di sovrapposizioni audio e il montaggio selettivo delle immagini, nel tentativo di presentare in modo ingannevole il ripristino della monarchia come la rivendicazione centrale di questa insurrezione popolare e di promuovere e amplificare successivamente tale narrazione.

Il Partito Tudeh dell’Iran ritiene che la sostituzione dell’attuale sistema politico, vale a dire la dittatura teocratico-capitalista, con un sistema monarchico-capitalista, che comporterebbe la restaurazione del repressivo ancien régime precedente al 1979 e trasformerebbe nuovamente l’Iran in una base militare dell’imperialismo nella regione, oltre al saccheggio del petrolio iraniano e delle altre risorse naturali, non possa in alcun modo significare la conquista di un futuro libero dal dispotismo né un passo verso una reale giustizia sociale. Le correnti e le forze che ripongono le proprie speranze nell’amministrazione parafascista di Trump e nel governo genocida israeliano per “liberare l’Iran” non possono essere realisticamente considerate portatrici di un Iran libero, indipendente e prospero. Le dolorose esperienze dell’Iraq e della Libia, successive agli interventi imperialisti diretti nei loro affari interni, devono costituire un serio monito e un campanello d’allarme per tutte le forze progressiste e amanti della libertà del paese.

Oggi tutti noi dobbiamo concentrare ogni sforzo e ogni capacità sulla prosecuzione e sull’estensione di questa insurrezione popolare fino alla vittoria. La presenza diretta e la partecipazione ampia degli operai e degli altri settori del mondo del lavoro, dei pensionati, dei dipendenti pubblici, degli intellettuali e delle componenti patriottiche dei ceti medi nel movimento popolare in corso sono elementi essenziali per rafforzarne la capacità. Costruendo solidarietà e unità d’azione fra tutte le forze sociali progressiste impegnate in questa lotta, dobbiamo impegnarci ad affrontare simultaneamente la dittatura al potere e le minacce dell’imperialismo statunitense.

Promuovere l’organizzazione di uno sciopero generale a livello nazionale, capace di limitare e infine smantellare completamente la capacità della Repubblica islamica di continuare a governare, così come la costituzione di un governo transitorio nazionale-popolare, con la convocazione di un referendum libero e democratico per determinare il futuro percorso del paese, sono tra le strategie fondamentali che devono essere perseguite.

Potere alla lotta popolare contro il regime della Repubblica islamica, contro la povertà, la disoccupazione, la discriminazione e la repressione!

Membri delle forze armate e di sicurezza, voi siete parte di questa nazione: unitevi alla lotta popolare contro il regime autoritario!

Stop alla repressione sanguinosa e violenta contro le persone che protestano!

Gli attacchi ai centri medici e agli ospedali sono crimini contro l’umanità: vanno fermati!

Tutti i detenuti del movimento in corso, tutti i prigionieri politici e tutti i prigionieri di coscienza devono essere rilasciati immediatamente e senza condizioni!

Avanti verso la creazione delle condizioni per uno sciopero generale a livello nazionale!

Partito Tudeh dell’Iran
9 gennaio 2026

Tag: AntimperialismoFronte ComunistaimperialismointernazionalismoiranPartito Tudeh dell'Iranrivoluzionetudeh
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