In occasione del 20 giugno, Giornata Mondiale del Rifugiato, noi, partiti membri dell’Azione Comunista Europea (ACE), esprimiamo la nostra solidarietà ai rifugiati, agli sfollati e ai migranti di tutto il mondo e riaffermiamo il nostro impegno nella lotta contro le politiche antipopolari dei monopoli e dei loro governi, che costringono milioni di persone ad abbandonare le proprie case.
La migrazione forzata non è un fenomeno naturale. È un prodotto del sistema capitalistico, che genera guerre, povertà, disuguaglianze, distruzione ambientale e oppressione politica. Milioni di persone sono costrette a lasciare i propri Paesi non per scelta, ma per necessità.
Le guerre e gli interventi imperialisti continuano a devastare intere regioni. I conflitti in Medio Oriente, Africa, Europa e in altre parti del mondo, le sanzioni economiche imposte dalle potenze imperialiste e il saccheggio dei Paesi attraverso rapporti economici ineguali creano condizioni di vita insostenibili per i popoli. Allo stesso tempo, le catastrofi ambientali aggravate dalla ricerca del profitto capitalistico privano milioni di persone dei propri mezzi di sussistenza.
L’Unione Europea, la NATO e i governi borghesi portano una grave responsabilità per questi sviluppi. Mentre si presentano come difensori dei diritti umani e dei valori umanitari, organizzano interventi imperialisti, sostengono regimi reazionari quando ciò corrisponde ai loro interessi e impongono politiche che aggravano la miseria sociale in molte parti del mondo.
Allo stesso tempo, le stesse forze che contribuiscono a generare i flussi di rifugiati innalzano nuove barriere contro coloro che sono costretti a fuggire. La militarizzazione delle frontiere, i respingimenti, i centri di detenzione, le espulsioni, gli accordi con i cosiddetti Paesi terzi sicuri e l’esternalizzazione dei controlli di frontiera rivelano il vero volto della politica migratoria dell’UE.
La politica migratoria dell’UE non è guidata da preoccupazioni umanitarie, ma dalle esigenze del capitale. Rifugiati e migranti vengono trattati come una fonte di forza-lavoro a basso costo da ammettere, escludere o espellere in base alle esigenze di redditività capitalistica e alla domanda del mercato del lavoro. Attraverso status giuridici precari, normative discriminatorie e la costante minaccia di espulsione, i lavoratori migranti sono sottoposti a uno sfruttamento ancora più intenso. Questa politica viene utilizzata per esercitare pressioni sui salari e sulle condizioni di lavoro e per dividere la classe operaia lungo linee nazionali, etniche e religiose.
L’ACE respinge ogni tentativo di contrapporre i lavoratori autoctoni ai lavoratori migranti.
Il nemico dei lavoratori non è il rifugiato o il migrante, ma il sistema capitalistico che sfrutta tutti i lavoratori indipendentemente dalla loro nazionalità. Ci opponiamo alla xenofobia e alle forze fasciste e razziste che cercano di indirizzare la rabbia popolare contro i migranti. Intensifichiamo la lotta contro le forze liberali e socialdemocratiche che tentano di ripulire l’immagine dell’UE, assolverla dalle sue responsabilità e occultare le vere cause delle migrazioni, mentre difendono il sistema capitalistico che le produce.
Il cosiddetto mercato del lavoro europeo intensifica inoltre i fenomeni migratori all’interno della stessa Europa.
Milioni di lavoratori sono costretti a lasciare i propri Paesi alla ricerca di occupazione, indipendentemente dall’esistenza di accordi internazionali, mentre il capitale trae vantaggio dallo sviluppo economico diseguale tra i Paesi e dalla libera circolazione della forza lavoro in condizioni determinate dagli interessi dei monopoli. Questo processo contribuisce allo spopolamento, alla fuga di cervelli e alla disgregazione sociale in molti Paesi.
L’acuirsi delle rivalità interimperialiste e la militarizzazione senza precedenti oggi promossa dall’UE e dai suoi Stati membri provocheranno un ulteriore aumento dei flussi di rifugiati negli anni a venire. Le enormi risorse destinate agli armamenti a scapito dei bisogni sociali creano nuovi pericoli di guerra e di migrazione forzata per i popoli.

Riaffermiamo pertanto il nostro impegno nella lotta contro le politiche barbare che generano rifugiati e immigrati e che, al tempo stesso, negano loro diritti e dignità.
Esprimiamo la nostra solidarietà ai rifugiati e ai migranti, e rivendichiamo:
- Il rispetto del diritto internazionale fondato sulla Convenzione di Ginevra sullo status dei rifugiati, sui diritti umani e sul diritto di asilo;
- Il rilascio di documenti di viaggio che garantiscano un passaggio sicuro e la protezione dei rifugiati e dei migranti;
- L’abolizione delle espulsioni forzate, della detenzione arbitraria e di ogni forma di espulsione collettiva;
- La chiusura dei centri di detenzione, dei campi per rifugiati e dei cosiddetti «hub per i rimpatri», che violano la dignità umana e i diritti fondamentali;
- Uguali diritti per tutti i lavoratori indipendentemente da nazionalità, origine etnica, religione o status migratorio;
- Pieno accesso al lavoro, all’abitazione, alla sanità, all’istruzione e alla protezione sociale per tutti, compresi i bambini e i minori non accompagnati;
- L’abolizione della legislazione anti-migranti, delle normative discriminatorie in materia di lavoro e di tutte le misure che favoriscono il supersfruttamento dei lavoratori migranti;
- l’abrogazione del Patto dell’UE sulla migrazione e l’asilo, del recente e inaccettabile regolamento sulle espulsioni, del Regolamento di Dublino e di tutte le politiche migratorie antipopolari dell’UE;
- lo smantellamento di Frontex e di tutti i meccanismi repressivi diretti contro rifugiati e migranti.
Gli interventi imperialisti e la guerra, lo sfruttamento delle risorse finalizzato al profitto capitalistico, le disuguaglianze e il cambiamento climatico creano condizioni che costringono le persone a fuggire dalle proprie case, privando milioni di persone della possibilità di vivere in pace, sicurezza e dignità nei propri Paesi. Solo la lotta contro il capitalismo può eliminare le cause profonde della migrazione forzata.
La Giornata Mondiale del Rifugiato deve essere qualcosa di più di una semplice ricorrenza nel calendario. Deve contribuire a porre maggiore attenzione sulla necessità di abolire il sistema capitalistico che genera migrazione forzata e rifugiati.
Nello spirito dell’internazionalismo proletario, i partiti membri dell’ACE si impegnano a rafforzare la lotta comune dei lavoratori e dei popoli contro l’UE, la NATO e il potere del capitale, per il socialismo-comunismo: una società senza sfruttamento, guerre, oppressione e migrazioni forzate, nella quale tutti i popoli possano vivere e prosperare nella dignità.







