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Sulla preziosa esperienza acquisita durante i grandi scioperi e le manifestazioni della classe operaia e del popolo del Kazakistan

Comunicato congiunto dei Partiti Comunisti e Operai

di Fronte Comunista
24/01/2022
in Comunicati & Notizie, Estero
Home Estero

1) All’inizio del 2022, il Kazakistan, repubblica ex-sovietica dell’Asia centrale, è stato scosso da rivolte operaie e popolari di larghe proporzioni, la cui causa risiede negli acuti problemi economici, sociali e politici che i lavoratori si trovano ad affrontare a causa della restaurazione del capitalismo, a 30 anni dalla controrivoluzione e dalla dissoluzione dell’URSS, in un momento in cui il potere e i mezzi di produzione sono nelle mani del capitale e i monopoli transnazionali controllano la maggior parte del settore estrattivo dell’economia.

2) I Partiti Comunisti e Operai firmatari di questo Comunicato Congiunto esprimono la loro solidarietà con le giuste rivendicazioni economiche e politiche dei manifestanti che chiedevano l’aumento di salari e pensioni, la diminuzione dei prezzi del carburante, l’abbassamento dell’età pensionabile, l’annullamento dei risultati delle privatizzazioni e misure a sostegno dei disoccupati, delle libertà e dei diritti sindacali e politici. Salutiamo in particolare gli operai dell’industria del Kazakistan occidentale, che sono stati il “cuore” di questa grande rivolta popolare.

3) Durante le proteste ad Alma-Ata e nel Kazakistan meridionale, le forze borghesi hanno tentato di strumentalizzare queste manifestazioni nel contesto della loro lotta intestina per la spartizione della “torta” del potere economico e politico.

4) L’inaccettabile intervento militare della Russia attraverso l’Organizzazione del Trattato per la Sicurezza Collettiva (CSTO), di cui è leader, è stato attuato per prevenire la caduta del potere borghese, nel contesto dell’intensificazione della concorrenza imperialista in una regione di importanza cruciale quale è l’Asia Centrale, campo di scontro tra monopoli e stati capitalistici forti, come gli USA.

5) La presenza delle forze della CSTO ha facilitato la repressione delle rivolte popolari da parte dello stato borghese. Tutti gli sviluppi degli eventi mostrano il carattere di classe delle alleanze interstatali che, come l’UE e la NATO, sono costruite sul terreno del capitalismo e hanno come compito principale la conservazione del potere della borghesia in ogni paese e in tutta l’alleanza al fine di perpetuare lo sfruttamento di classe dei lavoratori. L’esistenza e l’attività di queste unioni, come dimostra il recente caso del Kazakistan, sono antipopolari e devono essere condannate.

6) Per quanto riguarda gli sforzi delle forze imperialiste, che cercano di utilizzare le rivolte operaie nel proprio interesse e di provocare “rivoluzioni colorate”, i nostri Partiti sottolineano che il loro intervento può essere neutralizzato non infamando la protesta popolare, ma difendendo la lotta indipendente della classe operaia, rifiutando ogni legame politico, ideologico e organizzativo con qualsiasi potenza regionale o internazionale. Il movimento comunista internazionale non può avere amici all’interno del mondo imperialista e non può rimandare la lotta di classe usando come pretesto gli equilibri di potere internazionali. D’altra parte, è dovere del movimento comunista difendere la protesta sociale contro i piani dei governi borghesi e le contraddizioni interne alla borghesia, mantenendo la vigilanza su questa questione.

7) Gli eventi in Kazakistan sottolineano la necessità di un partito comunista forte in ogni paese, armato di un programma rivoluzionario e con forti legami con la classe operaia, in grado di unire e mobilitare le forze operaie e popolari contro il capitalismo e i monopoli, in modo che la lotta popolare possa diventare efficace e illuminare la via verso il socialismo, unica alternativa alla barbarie capitalista.

8) Gli eventi in Kazakistan e in altri paesi, dove le autorità borghesi hanno represso con la forza le manifestazioni popolari, dimostrano ancora una volta l’eccezionale importanza della solidarietà internazionale dei lavoratori e l’attualità dello slogan “Proletari di tutti i paesi, unitevi!”.

Il comunicato è aperto per ulteriori sottoscrizioni.

Partiti firmatari facenti parte di Solidnet

  1. Partito Comunista d’Albania
  2. Partito del Lavoro dell’Austria
  3. Partito Comunista dell’Azerbaigian
  4. Tribuna Progressista Democratica – Bahrain
  5. Partito Comunista del Bangladesh
  6. Partito Comunista del Belgio
  7. Partito Comunista Brasiliano
  8. Partito Comunista in Danimarca
  9. Partito Comunista di El Salvador
  10. Partito Comunista di Finlandia
  11. Partito Comunista di Grecia
  12. Partito dei Lavoratori (Irlanda)
  13. Partito Comunista Giordano
  14. Movimento Socialista del Kazakistan
  15. Partito Socialista di Lettonia
  16. Partito Comunista del Messico
  17.  Nuovo Partito Comunista dei Paesi Bassi
  18. Partito Comunista di Norvegia
  19. Partito Comunista del Pakistan
  20. Partito Comunista Paraguaiano
  21. Partito Comunista Peruviano
  22. Partito Comunista delle Filippine [PKP 1930]
  23. Partito Comunista Operaio Russo
  24. Partito Comunista dell’Unione Sovietica
  25. Partito Comunista dei Lavoratori di Spagna
  26. Partito Comunista di Svezia
  27. Partito Comunista di Turchia
  28. Partito Comunista dell’Ucraina
  29. Unione dei Comunisti d’Ucraina
  30. Partito Comunista del Venezuela

Altri Partiti

  1. Partito Comunista Rivoluzionario di Francia (PCRF)
  2. Polo di Rinascita Comunista in Francia (PRCF)
  3. Partito Comunista di Germania (KPD)
  4. Fronte Comunista (Italia)
Tag: AntimperialismointernazionalismoKazakhstanKazakistanPartiti Comunisti e OperaisolidarietàSolidnet
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