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La schiavitù dei lavoratori stranieri in Veneto a servizio del profitto degli amici di Zaia

di Fronte Comunista
27/07/2021
in Federazioni Locali
Home Federazioni Locali

Questa mattina (26 luglio) sono stati arrestati dai Carabinieri, su richiesta della Procura di Padova, i titolari di BM Services sas: padre e figlio, cittadini italiani di origine pakistana, avevano un giro di fornitura di manodopera a prezzi stracciati. Formalmente con una sede di facciata a Trento, l’azienda approfittava della scarsa conoscenza della lingua italiana e della fiducia verso i propri connazionali da parte dei lavoratori pakistani. A fronte di regolari contratti, c’erano turni ininterrotti di 12 ore senza pause né ferie, e parte del salario veniva recuperato dagli schiavisti prelevando direttamente dall’ATM con i bancomat dei lavoratori. Finito il lavoro, i dipendenti dovevano anche pagare l’affitto di abitazioni fatiscenti, fornite dalla ditta, in cui erano stipate anche 20 persone alla volta.

A questa azienda, una delle tante di interposizione di manodopera migrante, gli investigatori sono arrivati poiché a partire da Maggio 2020 diversi lavoratori stranieri sono stati medicati all’ospedale in più occasioni dopo essere stati malmenati, addirittura in un caso un uomo è stato ritrovato legato in un canale a Piove di Sacco (PD), con ferite in tutto il corpo, probabilmente come vendetta per essersi rivolto al sindacato.

La notizia ha fatto ancora più eco sulla cronaca locale perché agli arresti dei titolari e alcuni dipendenti di BM Services è seguito l’arresto dell’amministratore delegato di Grafica Veneta SpA di Trebaseleghe (PD), secondo gli inquirenti in quanto a conoscenza della situazione di illegalità e sfruttamento e per aver ostacolato le indagini, in quanto l’azienda ha tentato maldestramente di coprire le tracce cancellando dai server l’archivio con gli orari di ingresso/uscita dei lavoratori.

Proprio Grafica Veneta, il cui titolare Fabio Franceschi – supporter di ferro del governatore leghista Luca Zaia – è abituato a commentare sui quotidiani la politica nazionale seguendo la classica retorica dei “lacci e lacciuoli alle imprese” (si vede che ha avuto molto tempo libero a disposizione, avendo subappaltato la gestione dei lavoratori…): affermava qualche anno fa che il governo Conte aveva messo in atto una “nuova lotta sociale sessantottina” (riferendosi al Decreto Dignità), che era mosso da “una smania punitiva nei confronti del “prima”, di livore e di rivalsa nei confronti delle persone e delle scelte fatte dagli amministratori precedenti” (procedendo poi ad elencare quelle “scelte” che la classe imprenditoriale predatoria difende con i denti, sacrificando i cittadini sull’altare del profitto – il Tav, il gasdotto pugliese, l’Ilva, la Pedemontana, l’alta velocità Brescia-Padova, la Valdastico nord). Come molti altri patron di azienda non si è fatto mancare neanche la polemica sul Reddito di Cittadinanza nel 2018, con la solita tattica della lamentela di non essere in grado di trovare lavoratori poiché tutti “sul divano col reddito”, “troppo pesante fare i turni per i giovani”. Rapidamente la cosa gli si è ritorta contro, con testimonianze sui social di ex dipendenti e sindacalisti che parlavano di turni estenuanti senza mensa, col divieto di mangiare qualcosa sul posto di lavoro, pesantemente sotto organico e il tutto condito dalla mancata applicazione dei contratti collettivi nazionali.

Più di recente, a Marzo 2020 in pieno lockdown per la pandemia del Covid-19, Grafica Veneta aveva deciso di regalare alla regione 2 milioni di “mascherine” (schermi filtranti, non qualificabili come DPI): il presidente Zaia, già onnipresente su tutte le TV locali a commentare tutti i giorni e a tutte le ore gli ultimi dati di contagi e terapie intensive, sulla base di non precisate qualifiche medico-scientifiche, approfittò della cosa per una conferenza stampa indimenticabile, presenti tutti i reggicoda (assessori alla Sanità e alla Protezione Civile, oltre a Franceschi, titolare di Grafica Veneta). “Siamo in grado di arrivare a 1.5 milioni di pezzi al giorno”, affermò l’azienda veneta, dopo aver dovuto dissipare le polemiche sul presunto pagamento delle mascherine da parte della Regione. Il sempreverde presidente Zaia affermò che “con questa sua straordinaria generosità, e altrettanta capacità di innovazione di processo e di prodotto, Grafica Veneta entrerà nella storia. Anche di più che per essere la stampatrice dei romanzi di Harry Potter.”

A noi invece piacerebbe che la storia calasse un velo pietoso sulla borghesia veneta e su l’intricato sistema politico-economico che esprime.

Purtroppo nel Veneto “locomotiva del Nord-Est”, alimentata strizzando i lavoratori migranti e non, queste notizie sono quasi quotidiane: dietro l’apparenza tranquilla dei capannoni, delle vigne, dei SUV e delle villette c’è lo sfruttamento quotidiano di tipo schiavistico e mafioso che ha trovato nella compressione di salari e diritti ben oltre i limiti di dignità umana la sua strategia per reggere la concorrenza internazionale.

Il Fronte Comunista esprime la sua solidarietà internazionalista ai lavoratori migranti sfruttati e truffati in tutti i capannoni e in tutti i campi agricoli del Veneto e d’Italia: la vostra lotta è la nostra e insieme ci poniamo l’obiettivo di rovesciare questo sistema consegnando tutto il potere a chi lavora.

Tag: caporalatoGrafica VenetalavoratorisfruttamentoVenetoZaia
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