A Genova i lavoratori ex Ilva che chiedono rassicurazioni sul futuro proprio e della fabbrica in cui lavorano hanno ottenuto in cambio una risposta repressiva dal governo Meloni: lacrimogeni e barriere per ostacolare la giusta protesta operaia.
I lavoratori, in mobilitazione da lunedì, grazie alla lotta hanno ottenuto un primo risultato, la ripresa dell’arrivo a Genova dei rotoli da zincare dallo stabilimento di Taranto, il cui blocco da parte del governo aveva di fatto fermato l’intero reparto. Il presidio dei lavoratori è stato smobilitato a seguito della nota del Ministero che ha assicurato la ripresa delle forniture.
Il piano del governo puntava a ridurre la produzione a Genova, fermare la banda zincata e proporre cassa integrazione e “corsi di formazione” agli operai.
Si tratta con tutta evidenza di una strategia per dismettere gradualmente la fabbrica.
Sosteniamo fermamente ogni azione portata avanti dagli operai per allontanare questa prospettiva.
Gli operai in sciopero hanno infatti confermato che la lotta organizzata della classe operaia è ancora indispensabile per portare avanti gli interessi dei lavoratori e delle classi subalterne.
Il caso dell’ex Ilva rappresenta pienamente il carattere di classe dell’intervento statale in questa fase decadente del capitalismo del nostro Paese.

La produzione, infatti, è attualmente gestita da Acciaierie d’Italia in amministrazione straordinaria da quasi due anni. Il governo sta lavorando non per costruire una fabbrica sostenibile e utile ai bisogni della popolazione e degli operai che vi lavorano ma per il fine di dismettere impianti e reparti più onerosi con lo scopo di garantire all’ennesimo privato un profitto immediato.
La contestazione degli operai è pienamente legittima, anche nelle sue forme più conflittuali e dure. Sono gli operai che mandano avanti la produzione e che creano l’intera ricchezza dell’azienda a dover avere l’ultima parola sui progetti dell’ex Ilva.
Come Fronte Comunista diamo la nostra solidarietà politica e militante alle lotte e il nostro appoggio a una soluzione che mantenga tutte le garanzie contrattuali e occupazionali, a Genova come in tutti gli altri stabilimenti, con il coinvolgimento indispensabile degli operai nella discussione sul loro futuro.
Solo la lotta paga!
Con gli operai ex Ilva in mobilitazione!
Costruiamo insieme l’organizzazione politica di classe in grado di dirigere le lotte operaie!







