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In tutta Europa, al fianco degli studenti delle scuole e delle università e dei giovani lavoratori in lotta, in prima linea negli scioperi della classe operaia. La lotta si intensifica con uno sciopero internazionale che coinvolge oltre 100 porti contro il coinvolgimento nella guerra imperialista

Dichiarazione congiunta dell'Azione Comunista Europea

di Fronte Comunista
29/10/2026
in Estero
Home Estero

L’Azione Comunista Europea (ACE) esprime il proprio pieno sostegno e la propria solidarietà alle imponenti manifestazioni degli studenti delle scuole e delle università e dei giovani lavoratori in Francia, Italia, Grecia, Albania e in altri paesi; alle mobilitazioni di massa con scioperi in Belgio; alle grandi manifestazioni in Spagna e in Portogallo, incentrate sull’esplosiva crisi abitativa.

L’ACE condanna la brutale repressione e i piani dei governi, dei padroni e dei partiti borghesi, che mirano a imporre il «silenzio tombale» tipico del tempo di guerra. È tuttavia sempre più evidente che non riusciranno a spezzare lo spirito combattivo e il coordinamento dei lavoratori e dei giovani, che stanno paralizzando luoghi di lavoro e istituti scolastici e universitari. Le loro manifestazioni riempiono i viali delle principali città europee, rivendicando il diritto a un lavoro tutelato, a un’istruzione gratuita, adeguatamente finanziata e dotata di personale e infrastrutture sufficienti, libera dalle barriere di classe, e a un alloggio. Si oppongono inoltre agli aumenti dei prezzi dell’energia, determinati dalla guerra e dalle politiche cosiddette «verdi», così come al rincaro dei carburanti e dei generi alimentari, mentre salari e pensioni restano stagnanti. Tutto questo viene sacrificato sull’altare del riarmo.

L’Azione Comunista Europea accoglie con favore e sostiene il grande sciopero internazionale del 30 ottobre, un’importante iniziativa di lotta organizzata in oltre 100 porti del mondo, in quattro continenti: Europa, Asia, Africa e Americhe, sotto lo slogan «I portuali non lavorano per la guerra».

Questo sciopero e questa mobilitazione internazionale non si limitano ai porti, ma coinvolgono ormai un numero ancora maggiore di lavoratori in ogni paese. Sempre più settori promuovono iniziative di lotta attraverso diverse forme di mobilitazione, coordinando i propri sforzi contro le guerre imperialiste, il coinvolgimento degli Stati e dei governi capitalistici e i sacrifici imposti ai lavoratori in nome dei profitti capitalistici.

Questa intensificazione della lotta e degli scioperi fa seguito alle proteste combattive e agli scioperi che hanno interessato diversi porti, tra cui il Pireo, Marsiglia, Le Havre e Genova, ostacolando lo scarico e il trasporto di carichi militari destinati alla NATO o allo Stato occupante israeliano. Questi carichi erano destinati a essere impiegati nel genocidio del popolo palestinese e nell’uccisione di altre persone. Un’iniziativa analoga, che ha costituito il «seme» dell’attuale mobilitazione, sviluppatasi poi su più fronti, aveva preceduto questi eventi il 6 febbraio 2026, con una grande mobilitazione in venti porti di sette paesi.

I portuali, i marittimi, i ferrovieri e altri lavoratori si oppongono agli interessi dei gruppi monopolistici e ai piani di guerra dei rispettivi governi, dell’UE, della NATO e degli Stati Uniti. Bloccando concretamente le spedizioni utilizzate per commettere crimini di guerra, infondono forza e coraggio ai popoli che subiscono le conseguenze delle guerre imperialiste, così come a tutti coloro ai quali la borghesia chiede di sacrificarsi per i preparativi bellici.

In tutta Europa, al fianco degli studenti delle scuole e delle università e dei giovani lavoratori in lotta, in prima linea negli scioperi della classe operaia. La lotta si intensifica con uno sciopero internazionale che coinvolge oltre 100 porti contro il coinvolgimento nella guerra imperialista

Ogni giorno emerge con maggiore evidenza come il capitalismo, fondato sul potere dei monopoli e sulla proprietà capitalistica dei mezzi di produzione, con il profitto quale motore del sistema, sia storicamente superato e si ponga in completa contrapposizione agli interessi della classe operaia e degli strati popolari. Calpesta i loro bisogni, intensifica lo sfruttamento e l’oppressione, aggrava i problemi e peggiora le condizioni di vita, compromettendo il futuro dei giovani. Nel frattempo, i grandi gruppi economici accrescono i propri profitti e il proprio potere economico, diventando sempre più aggressivi.

Mentre l’UE costringe le persone a scegliere tra il gelo e la fame, la borghesia è sempre più preoccupata di assicurare un ricambio di governo che garantisca la stabilità del sistema politico. Con l’avvicinarsi sempre più evidente di una nuova crisi capitalistica, i lavoratori dei porti, delle navi e degli altri settori dimostrano attraverso la lotta di non essere disposti ad accettare alcun sacrificio in nome delle guerre imperialiste e di voler lottare per i propri diritti. Per questo rivendicano contratti collettivi di lavoro adeguati, misure per la tutela della salute e della sicurezza e interventi efficaci per alleviare il peso degli esorbitanti costi dei carburanti, dell’energia e dei generi alimentari. Si oppongono inoltre al coinvolgimento nelle guerre imperialiste, allo sfruttamento e alla speculazione dei monopoli.

La lotta combattiva dei portuali dimostra che la classe operaia può svolgere un ruolo d’avanguardia in questi sviluppi. Di fronte alla retorica nazionalista e alle altre espressioni ideologiche della borghesia, nonché alle rivalità tra monopoli, classi borghesi e centri imperialisti, i lavoratori non hanno interessi che li dividano e non devono schierarsi con nessuno dei blocchi imperialisti. Attraverso la lotta, hanno la forza non soltanto di fermare la produzione capitalistica, ma anche di conquistare il potere e costruire una nuova società socialista, capace di soddisfare i loro bisogni e fondata su relazioni reciprocamente vantaggiose tra i popoli.

Esprimiamo la nostra solidarietà ai lavoratori di tutto il mondo e rivendichiamo: «I porti al servizio dei popoli e della pace, non come basi di lancio per le guerre dei capitalisti!»

Tag: Azione Comunista EuropealavoratorilottaMovimento Comunista Internazionalesciopero
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