Il prossimo 28 ottobre l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite discuterà e voterà la risoluzione di condanna al Bloqueo, il blocco economico, commerciale e finanziario che gli Stati Uniti impongono da più di 60 anni contro il popolo cubano. Chiediamo al governo italiano di non cedere dinanzi a nessuna pressione esterna e di mantenere il suo voto a favore del popolo cubano, in coerenza con la posizione mantenuta dall’Italia sin dagli anni ’90.
Questo appello non è di circostanza, ma assume particolare rilevanza nella condizione attuale. Dallo scorso gennaio, gli Stati Uniti hanno inasprito il Bloqueo, rafforzando l’accerchiamento di Cuba e imponendo un blocco energetico che impedisce l’approdo di carburanti sull’isola, con pesantissime conseguenze sul piano economico e sociale. Si tratta di una politica imperialista e criminale, dal carattere genocidario, che ha l’obiettivo di provocare una crisi umanitaria a Cuba. In aggiunta, si stanno intensificando le provocazioni, le minacce di aggressione e di intervento armato sull’isola, così come la promozione di attività terroristiche. L’obiettivo dell’imperialismo USA è quello di colpire un intero popolo e sottoporlo a una forma estrema di castigo collettivo, con il fine ultimo di smantellare il sistema socialista nato dalla Rivoluzione cubana.
In questo contesto, è ben noto che gli Stati Uniti esercitano da tempo pressioni verso i propri alleati, come l’Italia, affinché riducano ulteriormente ogni forma di cooperazione con Cuba. Sono ben note, ad esempio, le recenti pressioni della rappresentanza diplomatica USA affinché l’Italia rescinda il contratto grazie al quale centinaia di medici cubani stanno, tutt’oggi, mantenendo in piedi il sistema sanitario della Calabria.
Cuba ha dimostrato grande solidarietà all’Italia, inviando due brigate mediche in sostegno del nostro popolo negli anni più duri dell’emergenza pandemica del Covid-19. Se il sistema sanitario della Calabria riesce a garantire dei livelli minimi di servizi ai cittadini, ciò è merito dei medici cubani, che esportano solidarietà e fratellanza in tutto il mondo.
Domani, 27 ottobre, alle 17:30 saremo in Piazza Montecitorio a Roma, per ribadire che voltare le spalle a Cuba oggi sarebbe non solo moralmente e politicamente ingiusto, ma anche una vergogna che il nostro paese non si merita.
Saremo in piazza come comunisti e comuniste che difendono la Rivoluzione cubana, il suo messaggio di cambiamento e il suo sistema socialista, al fianco del Partito Comunista di Cuba e della sua gioventù, avendo ben chiaro che non è affatto necessario essere comunisti per indignarsi dinanzi a una politica di assedio che costringe 10 milioni di persone a sopportare privazioni economiche, continui blackout e produce un aumento drastico della mortalità infantile.
I lavoratori e il popolo del nostro paese sono dalla parte del popolo cubano, non del Bloqueo. Il governo italiano agisca di conseguenza.







