A 94 anni, Franca — vedova, quasi cieca e residente nella periferia nord di Firenze dagli anni ’60 — rischia di finire in strada. Una vicenda che mette in luce tutta la barbarie di un sistema spietato, in cui la proprietà sceglie di triplicare l’affitto dall’oggi al domani, mettendo il profitto al di sopra della dignità e della vita umana.
L’attenzione mediatica creatasi attorno alla vicenda ha costretto la proprietaria a rinunciare all’aumento dell’affitto, ma ciò non rimuove la gravità di una vicenda che rispecchia a pieno la situazione del diritto all’abitare in una città come Firenze e le vite di migliaia di proletari.
Quello di Franca non è un caso isolato. In tutta la città di Firenze, il diritto all’abitare viene negato ogni giorno a chi deve fare i conti con stipendi precari e pensioni da fame. Mentre le famiglie non riescono più a pagare l’affitto, a Firenze ci sono oltre 25.000 appartamenti lasciati deliberatamente vuoti dai grandi gruppi immobiliari e le strade dei nostri quartieri vengono consegnate alla speculazione degli affitti brevi per turisti.
Il risultato è una città che espelle progressivamente i suoi abitanti — lavoratori, studenti, anziani — dopo aver con cercato con sacrifici e privazioni di costruire le proprie vite.
Per la classe lavoratrice, la casa è un bisogno primario; per i grandi proprietari e i fondi speculativi è solo una fonte di profitto.
Le responsabilità di questa situazione ricadono sia sulle amministrazioni locali sia sui governi nazionali, che hanno tutelato gli interessi dei grandi patrimoni immobiliari invece di proteggere i lavoratori. Si continua a incentivare il mercato immobiliare turistico e la speculazione, mentre si tagliano le risorse al sostegno degli affitti e si destinano miliardi alla spesa militare invece che ai servizi sociali e all’edilizia pubblica. I presunti “blocchi” agli affitti brevi sventolati dalla sindaca Funaro si rivelano una foglia di fico dietro la quale nascondersi, garantendo anni di moratoria a chi già specula senza restituire una sola casa ai residenti.

Come Fronte Comunista e Fronte della Gioventù Comunista ci stringiamo attorno a Franca e alla sua famiglia, portando la sua storia al centro di una battaglia che riguarda tutta la città.
Per fermare questa barbarie servono scelte chiare: il recupero e l’assegnazione sociale tramite esproprio delle migliaia di immobili sfitti in mano ai grandi gruppi, lo stop alla proliferazione degli affitti brevi, il blocco degli sfratti e un piano straordinario di case popolari finanziato tagliando le spese militari.
Costruire la solidarietà di classe e l’organizzazione nei quartieri, nei luoghi di lavoro e di studio è l’unico modo per difendere le nostre vite e il nostro futuro. O le nostre vite o i loro profitti.







