Come federazioni di Roma del Fronte Comunista e del Fronte della Gioventù Comunista esprimiamo la massima solidarietà alle centinaia di persone che sono state strappate dalla propria abitazione all’interno di “Spin Time“.
Nei giorni scorsi abbiamo appreso della subdola manovra che, nei fatti, ha portato allo sgombero di “Spin Time“. A seguito dell’incendio divampato in una sala dell’immobile lo scorso 29 luglio, gli occupanti hanno evacuato lo stabile. Successivamente, le forze dell’ordine, con la scusa di una presunta inagibilità dell’edificio, hanno impedito a quanti vivevano lì di rientrare nelle proprie case, lasciando così centinaia di persone senza un tetto.
La vicenda di questi giorni testimonia come l’emergenza abitativa sia un problema reale e sistemico nel nostro Paese e mostra, al tempo stesso, come il governo intenda affrontare i veri problemi del Paese, derubricandoli a semplici questioni di ordine pubblico.

Le grandi città sono praterie lasciate alla mercé della speculazione e della turistificazione selvaggia, mentre i lavoratori vengono progressivamente espulsi verso le periferie e il centro storico della Capitale viene trasformato in una vetrina vuota, costruita a misura di turista. Così, in assenza di adeguate politiche di edilizia popolare, con costruttori e fondi speculativi costantemente assecondati dai vari governi e dalle diverse giunte capitoline che si sono succeduti negli anni, ci ritroviamo oggi nell’assurda situazione per cui un immobile, un tempo di proprietà pubblica, è stato ceduto nel 2004 al fondo di investimenti “Investire SGR“, per poi essere immediatamente riaffittato dal Demanio per i successivi ventidue anni e, infine, verrebbe oggi riacquistato dal Comune per far fronte alla situazione emergenziale in cui versano gli inquilini di “Spin Time“. Il tutto a fronte di una spesa di gran lunga superiore al ricavo ottenuto con la cessione iniziale dell’immobile.
È necessario portare avanti ogni sforzo possibile per migliorare le condizioni materiali di chi è stato cacciato dall’immobile di via di Santa Croce in Gerusalemme, nell’attesa che venga trovata al più presto una soluzione adeguata per tutti, come ha urlato a gran voce la marea umana che in questi giorni si è mobilitata in solidarietà.
La casa deve essere un diritto per tutti.







