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Fermiamo deriva autoritaria e repressione con l’organizzazione. Sull’attacco alla nostra sede di Parma e la reazione che avanza

Dichiarazione congiunta dell'Ufficio Politico del Fronte Comunista e della Segreteria Nazionale del FGC

di Fronte Comunista
31/07/2026
in Comunicati & Notizie
Home Comunicati & Notizie

Negli ultimi mesi stiamo assistendo alla nascita di una preoccupante ondata reazionaria che sta attraversando il nostro paese. Questa deriva viene foraggiata da una propaganda razzista, retriva e velenosa, costruita ad hoc dalle forze politiche di destra e a cui il centro-sinistra è compartecipe, come nel caso della forte esposizione mediatica di Vannacci per indebolire il governo. La polarizzazione attorno a singoli casi di cronaca, utilizzati strumentalmente per rafforzare la retorica anti-immigrati e costruire un vero e proprio clima di odio, è un’operazione tutt’altro che casuale: essa viene finanziata con milioni di euro con vere e proprie campagne sui social e attraverso i principali media, per costruire questo preciso clima nel paese e spostare a destra la finestra del dicibile, permettendo al Governo di continuare a operare con la paura. Lo abbiamo visto bene nel caso di Abderrahim Fakir: di fronte a un uomo che chiede aiuto in preda a una crisi, prima picchiato e spruzzato con spray urticante, poi schiacciato sotto il tallone di ferro dello Stato, la propaganda razzista e becera della destra ha mostrato il peggio, tra disumanizzazione della vittima e giustificazione dell’operato della Polizia.

C’è chi passa, poi, dalle parole ai fatti. Questo clima velenoso è pericoloso perché da una parte legittima agli occhi di una parte della popolazione l’emanazione di vere e proprie “leggi speciali” che riducono le libertà democratiche e aprono le porte allo stravolgimento dello stesso “stato di diritto”; dall’altra galvanizza la parte più retriva e reazionaria del paese, rendendo giustificabili, per parte dell’opinione pubblica, azioni che fino a qualche tempo fa sarebbero state apertamente condannate se non osteggiate, come accaduto nella spregevole aggressione ai danni di un immigrato a San Benedetto del Tronto da parte di un esponente di Futuro Nazionale.

Un fatto molto grave, di cui i media di governo non parlano per lasciare spazio ad altre polemiche, è l’attacco che le nostre stesse organizzazioni hanno subito recentemente a Parma. Nelle scorse notti la nostra sede provinciale è stata oggetto di due diverse azioni intimidatorie con l’obiettivo di incendiarla da parte di alcuni tizi incappucciati. Ciò è avvenuto a seguito di una vergognosa campagna di diffamazione pubblica sostenuta dalla destra locale, dopo che le nostre organizzazioni erano tra le protagoniste della mobilitazione in solidarietà alla famiglia di Abderrahim Fakir e nella denuncia di quanto accaduto. Il Fronte Comunista e il FGC condannano queste azioni ignobili e chiamano i lavoratori e la popolazione alla vigilanza e alla mobilitazione contro qualsiasi tentativo di intimidazione nei confronti di chi lotta per rovesciare un sistema ormai in putrefazione.

Questo clima viene alimentato scientificamente dal Governo e dalle forze politiche di destra, che, non potendo fornire soluzioni ai veri problemi dei lavoratori e del popolo, cercano di polarizzare il dibattito su fatti di cronaca specifici per incrementare il consenso e rafforzarsi in vista della prossima tornata elettorale. È una loro responsabilità politica e se ne devono assumere la responsabilità. Contestualmente spostano l’attenzione dal coinvolgimento sempre più pericoloso del nostro paese nella guerra imperialista: è di poche ore fa l’annuncio di Tajani che il governo avrebbe già “prenotato” 14,9 miliardi di euro del SAFE (il primo “pilastro” del piano ReArm Europe) per proseguire sulla strada del riarmo. Soldi a debito, questi, che verranno recuperati attraverso tagli ancora più aggressivi alla spesa sociale (sanità, salari, pensioni…). Tutto ciò mentre il carovita diventa sempre più insostenibile, come sta accadendo con il costo dei carburanti, che in alcune città ha raggiunto i 2,73 euro a litro.

La reazione e la deriva autoritaria che sta attraversando il nostro paese è figlia della guerra imperialista e delle insanabili contraddizioni che questo sistema produce. “Il vecchio mondo sta morendo, quello nuovo tarda a comparire: in questo chiaroscuro nascono i mostri” diceva Gramsci quasi 100 anni fa. Per poter portare avanti i piani guerrafondai e di morte dei veri padroni di questo paese, il governo ha necessità di “pacificare” sul piano interno il conflitto sociale, anche in maniera preventiva, con leggi che tentano di bloccare sul nascere possibili focolai di lotta di classe. In questo quadro vanno letti i decreti sicurezza che continuano ad essere emanati, che nulla centrano col tema artificioso della “sicurezza” che viene istericamente sollevato dalle forze politiche di destra, ma puntano a reprimere il dissenso e a limitare il diritto di sciopero e di manifestazione. La costruzione del “nemico pubblico”, che siano gli immigrati, i cosiddetti “maranza”, la “sinistra” o i comunisti, serve a rendere torbide le acque ed è utile a industriali e banchieri per continuare a fare profitti miliardari oltre che a rispondere alle sollecitazioni di una piccola borghesia sempre più in crisi.

FERMIAMO DERIVA AUTORITARIA E REPRESSIONE CON L'ORGANIZZAZIONE. Sull'attacco alla nostra sede di Parma e la reazione che avanza

Non siamo di fronte a un ritorno del fascismo, nonostante singoli gruppi o organizzazioni di estrema destra cerchino di cavalcare alcune tematiche, come quella della crociata contro gli immigrati, per ottenere consenso e agibilità politica. Nel contesto della guerra imperialista, quella che abbiamo di fronte è la vera natura della cosiddetta “democrazia liberale”, all’interno della quale i governi di turno non hanno problemi a disconoscere i tanto sbandierati valori di “libertà”, “giustizia” e “uguaglianza” in nome dell’”interesse nazionale”, che altro non è che consentire ai veri padroni di questo paese di continuare ad arricchirsi sulle spalle della maggioranza del popolo. Lo abbiamo visto con la complicità nel genocidio palestinese, in cui il “diritto internazionale vale fino a un certo punto” se a essere toccati sono gli interessi delle aziende belliche o quelli dei monopoli; lo vediamo continuamente nello sdoganamento della guerra e nella propaganda guerrafondaia che sta avvelenando i popoli in ogni angolo del globo.

Bisogna essere consapevoli che la risposta a questa spirale reazionaria non è l’unità col centro-sinistra o col “campo largo” in nome di un generico antifascismo. Questo non solo perché chi oggi si fa portavoce di questa proposta ha già governato per conto degli stessi padroni con risultati disastrosi, ma perché nei fatti si propone come “alternativa” per amministrare lo stesso sistema di morte e sfruttamento che ci sta conducendo verso il baratro della guerra generale e generalizzata. Sono gli stessi che a parole sono contro il riarmo, ma che parallelamente non mettono in discussione l’appartenenza dell’Italia alla NATO o che vogliono l’esercito europeo, rafforzando la formazione di un polo imperialista europeo che certamente alimenterebbe le stesse politiche di riarmo. Quelli che oggi si pongono come candidati per una amministrazione “dal volto umano” del capitalismo sono i principali responsabili nell’aver consegnato il paese alla destra e alle forze reazionarie, creando un danno enorme ai lavoratori e al popolo.

Per fermare reazione, repressione e guerra serve costruire e rafforzare la vera alternativa indipendente e moderna, ossia il partito comunista. Esiste una grande parte di questo paese che non si fa abbindolare dalla propaganda e dalle mistificazioni del governo: la stessa che ha animato le grandi mobilitazioni per la Palestina denunciando la complicità del nostro paese nel genocidio e che in questi giorni ha condannato l’omicidio di stato di Abderrahim e il tentativo di dividere i lavoratori tra di loro, scendendo in piazza e facendo sentire la propria voce. A queste persone vogliamo dire: esiste un’alternativa a questo sistema giunto ormai al capolinea, e la possiamo costruire con il contributo di ciascuno di noi. Per farlo, occorre organizzarci, lottare dai posti di lavoro ai quartieri popolari per togliere terreno alle forze reazionarie e costruire un sistema che metta in prima fila i nostri bisogni contemporanei e la nostra vita.

Non c’è vittoria, non c’è conquista, senza un grande partito comunista.

Tag: AntifascismoEmilia Romagnafascismogoverno MeloniParmaRepressione
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