Riportiamo di seguito il testo della dichiarazione congiunta proposta dal Partito Tudeh dell’Iran ai Partiti Comunisti e Operai (Solidnet).
Noi, i sottoscritti Partiti Comunisti e Operai che hanno sostenuto la lotta del popolo iraniano per la pace, la sovranità, i diritti umani e democratici, la giustizia sociale e contro le minacce di un’aggressione imperialista, seguiamo con grave preoccupazione gli sviluppi attuali nel Paese.
Abbiamo ricevuto rapporti dettagliati, pubblicati dal fraterno Partito Tudeh dell’Iran, sulle circostanze che hanno accompagnato le manifestazioni di protesta iniziate il 28 dicembre a Teheran. Secondo tutte le informazioni disponibili, la brutale repressione di massa scatenata dalle autorità della Repubblica Islamica è stata una risposta alle legittime proteste popolari contro il catastrofico crollo della valuta nazionale e il drastico peggioramento delle condizioni di vita per la parte più ampia della popolazione.
Rileviamo che le proteste iniziate il 28 dicembre in Iran, partite inizialmente dal bazar di Teheran, con i commercianti che protestavano contro il collasso della moneta nazionale, e poi rapidamente estese ad altre città del Paese, esprimevano un diffuso malcontento popolare dovuto alla corruzione strutturale radicata nel sistema; a decenni di politiche economiche neoliberiste che hanno spinto milioni di iraniani in una povertà schiacciante; alla repressione delle libertà e dei diritti democratici; e a decenni di sanzioni imperialiste che hanno inciso pesantemente sulla vita quotidiana della popolazione iraniana.
Siamo rimasti inorriditi dalle scene di uccisioni brutali e devastazione riportate dalla capitale Teheran e da altre città dell’Iran a partire dall’8 gennaio, nelle quali un gran numero di persone è stato ucciso. Secondo Ali Khamenei, Guida Suprema religiosa del regime, le vittime sarebbero migliaia. Tra i morti vi sono molti giovani, così come membri delle forze di sicurezza.
Il regime di Teheran ha imposto una quasi totale interruzione di Internet per ottenere un controllo completo della situazione e impedire che venissero diffuse informazioni sull’entità della violenza e delle vittime.

Siamo inoltre consapevoli che l’imperialismo statunitense e il governo criminale di Benjamin Netanyahu hanno cercato in vari modi di spingere le manifestazioni popolari pacifiche verso la violenza, di strumentalizzare la protesta di massa per i propri interessi e di preparare il terreno a un intervento diretto in Iran. I media sostenuti dall’imperialismo hanno tentato di diffondere una narrazione falsa, secondo cui il popolo iraniano chiederebbe il ritorno della monarchia e di Reza Pahlavi.
Noi, i sottoscritti Partiti Comunisti e Operai, condanniamo con forza le minacce degli Stati Uniti e del governo criminale israeliano di un nuovo attacco militare imperialista contro l’Iran.
Siamo fermamente solidali con la lotta del popolo iraniano, con il Partito Tudeh dell’Iran e con le forze di sinistra e progressiste del Paese.
Sottolineiamo che il futuro sviluppo degli eventi in Iran è esclusiva prerogativa del suo popolo e tale deve rimanere.
Partiti SolidNet firmatari:
- Partito Algerino per la Democrazia e il Socialismo
- Partito Comunista d’Australia
- Partito Comunista dell’Austria
- Partito del Lavoro dell’Austria
- Tribuna Progressista Democratica, Bahrain
- Partito Comunista del Bangladesh
- Partito del Lavoro del Belgio
- Partito Comunista Brasiliano
- Partito Comunista di Gran Bretagna
- Partito Comunista del Canada
- Partito Progressista dei Lavoratori – AKEL (Cipro)
- Partito Comunista di Boemia e Moravia
- Partito Comunista di Danimarca
- Partito Comunista Egiziano
- Partito Comunista della Finlandia
- Partito Comunista Francese
- Partito Comunista di Grecia
- Partito Comunista dell’India
- Partito Tudeh dell’Iran
- Partito Comunista Iracheno
- Partito dei Lavoratori d’Irlanda (Ufficiale)
- Partito dei Lavoratori d’Irlanda
- Partito Comunista dell’India (Marxista)
- Partito Comunista d’Israele
- Partito Comunista Italiano
- Partito della Rifondazione Comunista (Italia)
- Partito Comunista del Messico
- Nuovo Partito Comunista dei Paesi Bassi
- Partito Comunista di Norvegia
- Partito Comunista del Pakistan
- Partito Comunista Palestinese
- Partito del Popolo Palestinese
- Partito Comunista Paraguaiano
- Partito Comunista delle Filippine [PKP 1930]
- Comunisti di Serbia
- Nuovo Partito Comunista di Jugoslavia
- Partito Comunista dei Lavoratori di Spagna
- Comunisti della Catalogna
- Partito Comunista Sudanese
- Partito Comunista di Svezia
- Partito Comunista Svizzero
- Partito Comunista Siriano
- Partito Comunista Siriano (Unificato)
- Partito Comunista di Turchia
- Partito Comunista dell’Ucraina
- Partito Comunista degli Stati Uniti d’America
- Partito Comunista del Venezuela
Altri partiti firmatari:
- Fronte Comunista (Italia)
- Partito del Progresso e Socialismo del Marocco
- Partito Socialista Yemenita
La Dichiarazione Congiunta è aperta a ulteriori sottoscrizioni.







