Viviamo in un momento storico difficile. Il caro vita mette a dura prova i lavoratori, le lavoratrici e le famiglie, che tutti i giorni devono affrontare spese sempre più alte con stipendi sempre più inadeguati; le istituzioni, che una volta erano considerate eccellenze come ospedali e scuole, ora soffrono di una carenza economica e strutturale che si riflette inevitabilmente sulla qualità del lavoro.
Ma le scuole reggiane resistono ogni giorno a tutto questo e si impegnano, grazie al lavoro di tutto il personale, per offrire comunque ai bambini un’educazione di qualità fondata su fondamenti pedagogici solidi, che mettono al centro il bambino e che mostrano quanto l’infanzia non sia solo destinataria di cure e assistenza ma un periodo della vita fondamentale in cui cominciano a germogliare i semi della società del domani. I bambini, TUTTI, sono portatori di diritti, non solo i bambini italiani, non solo i bambini di origini ebraiche ma anche i bambini palestinesi che non hanno più case dove vivere, ospedali dove curarsi e scuole dove imparare.
Malaguzzi recitava: “il bambino è fatto di cento. Ha cento lingue, cento mani, cento pensieri, cento modi di pensare, di giocare e di parlare”. Ma che cosa resta a un bambino a cui gli è stato tolto tutto, pure la possibilità di giocare?
Domandiamo alle delegazioni israeliane e alle scuole ebraiche di esprimersi sulla distruzione che il sistema sionista ha generato in terra palestinese. Chiediamo loro di esprimersi sul genocidio a Gaza e di essere chiari nelle loro posizioni.
Non sono evidentemente benvenuti i sostenitori delle atrocità a cui abbiamo dovuto assistere in questi anni.

Chiediamo anche all’istituzione trasparenza nelle sue intenzioni e un coinvolgimento più attivo delle insegnanti in questioni delicate come questa, per evitare in futuro situazioni che mettono in difficoltà tutte le lavoratrici e le famiglie, ovvero la parte viva della comunità educante delle nostre scuole.
La democrazia che vogliamo si sostanzia infatti nella partecipazione diretta dei lavoratori e delle lavoratrici.
Diamo il nostro sostegno ai genitori che hanno scritto e sottoscritto la lettera aperta indirizzata all’istituzione e che in consulta chiederanno di modificare il documento istituzionale per rendere esplicita la condanna al genocidio da parte della delegazione israeliana e delle scuole ebraiche statunitensi.
Chiediamo a tutto il personale e a tutti i genitori di raggiungerci in presidio il 6 ottobre, ore 18, davanti al Centro Internazionale Loris Malaguzzi per dare il nostro sostegno alle insegnanti e ai genitori in consulta che si oppongono a un’accoglienza senza valide dichiarazioni.
PRETENDIAMO CHIAREZZA E POSIZIONI NETTE
FUORI IL SIONISMO DALLA SCUOLA DELL’INFANZIA







