Tra qualche ora il Comune di Reggio Emilia si appresterà ad accogliere la principessa Kate Middleton, accompagnandola in visita ad alcune scuole dell’infanzia comunali — quelle ancora oggi celebrate come “le scuole più belle del mondo”.
Non neghiamo che l’approccio reggiano all’educazione nella prima infanzia conservi ancora oggi fondamenti profondamente innovativi; eppure dalle parole delle insegnanti che vivono quotidianamente la realtà scolastica, emerge non tanto l’entusiasmo di lavorare per le scuole più belle del mondo ma piuttosto è visibile un grande affanno, tanto sul piano lavorativo — con sezioni sovraffollate e una presenza sempre più frequente di bambini con fragilità — quanto su quello economico, con stipendi ancora molto bassi, poco attrattivi per le nuove generazioni che si affacciano al mondo del lavoro.
Le scuole di Reggio Emilia brillano ancora, ma di una luce che si va affievolendo: mancano finanziamenti (alcune scuole sono costrette all’autofinanziamento persino per acquistare risme di carta), manca personale (la fuga delle insegnanti verso professioni più redditizie è un fenomeno in crescita) e mancano strutture capaci di accogliere gruppi più ridotti di bambini e di permettere così un lavoro davvero efficace. Per non parlare dell’esternalizzazione delle scuole alle cooperative le quali non fanno altro che impoverire ulteriormente le lavoratrici di questo fragile settore.
Nulla di tutto questo, però, sarà visibile agli occhi della principessa — come del resto accade con tutte le delegazioni internazionali in visita a Reggio Emilia. La scuola reggiana si è ormai trasformata in una vetrina commerciale abitata da bambini, uno spazio in cui le difficoltà non si mostrano, anzi si nascondono, perché non si possono vendere.
Come Fronte Comunista e Fronte della Gioventù Comunista appoggiamo tutte le lavoratrici del settore prima infanzia, pronti a lottare insieme a loro per rivendicare condizioni lavorative più dignitose, un riconoscimento salariale consono alle responsabilità del loro ruolo e una scuola che non riduca il lavoro di bambini ed insegnanti a puro prodotto commerciale da presentare nel “mercato della formazione” alle ricche delegazioni internazionali. Vogliamo una scuola che risponda davvero alle esigenze di bambini e famiglie, con strutture e personale adeguati, che possa tornare ad essere un luogo protetto dalle logiche del mercato. Solo questa, per noi, può essere considerata un’eccellenza educativa.







